Recensioni

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Luciana Albertengo

...le dico che anche le azioni degli uomini sono concatenate le une alle altre e che non possiamo mai sapere quali abbiano maggiore importanza o peso nella vita, e che questo concetto mi pare sia rappresentato nei suoi quadri dal rincorrersi di certi segni, punteggiati con rigore scientifico, ma che esprimono una continuità metafisica, per Lea Ricci si offre un orizzonte di nuove conoscenze. Confesso di essere sorpresa e ammirata. Per concludere, le chiedo un giudizio sulla vita. Risponde "La vita è come il colore: dal bianco al nero". Ci lasciamo con una sensazione di amicizia: abbiamo comunicato, come si usa dire con espressione stantia, ma il merito è tutto suo.

Emanuela Borgatta

....molecole base guidano l'arte di Lea Ricci. Da anni l'artista mescola astrattismo e figurazione in un mix che la rende inattaccabile dal tempo e superiore alle mode. La sua forza risiede nel non aver mai abbandonato l'amore che la folgorò letteralmente per il suo stile elettronico : la tavolozza di colori contornati da tratteggi perfetti, sono di chiara ispirazione e il marchio distintivo di un'originalità di linguaggio estremamente rara. Lea Ricci è pronta a prodigarsi (con gentilezza molto distante dallo snobismo che contraddistingue certa arte contemporanea)  in spiegazioni accattivanti che l'hanno portata al neo romanticismo dell'ultimo periodo.

Vittorio Bottino

Un clima di simbolismo pervade le opere di Lea Ricci, tanto che ogni dipinto diventa un racconto che, partendo da visualità sconosciute, diviene onirismo nei rapporti tra il segno ed il colore snodandosi in costruzioni tanto sinuose quanto architettoniche. Ci troviamo di fronte a ricordi di viaggi, dal Canada alla Turchia, dalla Grecia alla Spagna all'Africa ecc. per approdare anche alle porte della nostra città, con itinerari diversi ma sostanzialmente emotivi. Infatti la Ricci, lavorando a zone, riesce ad elaborare momenti, tempi e luoghi, in un'unica manipolazione psicologica e materiale, riportando sulla tela cose note ed altre scoperte attraverso un intuito artistico. La difficoltà di questa ricerca geografico-onirica sta nel non appesantire la composizione e la Ricci è in grado di affrontare la tematica con intelligente dissertazione eliminando il retorico e lasciando ai frammenti di memoria, sua e del fruitore, il compito della narrazione. Elementi disparati, barche, fiori, figure, oggetti, si allineano ai simboli architettonici dei luoghi visitati per meglio concertare la funzione artistica eliminando il lato "turistico". Bisogna riconoscere che la semplicità e discorsiva della pittrice è solo apparente, in quanto ogni taglio, ogni tessera grande o piccola, posseggono una loro precisa entità, frutto di attenta ricerca. La foglia di un fiore, un pezzo d'erba, il volto di una donna o di una bambina, possono coesistere con i palazzi di Venezia, le moschee di Istanbul, le casette canadesi. E come penetrare nel mondo in modo diverso, divertente ma pure solenne, una solennità non disgiunta da una certa malinconia (non tristezza) quasi che artista e pubblico siano succubi di magici eventi.

Massimo Centini

L'opera della pittrice sulla quale la critica ha in più occasioni avuto modo di intervenire, si pone nel panorama artistico dimostrando di possedere ormai una propria impostazione dialettica e una personalità poetica che non risente di influenze esterne e di condizionamenti. Infatti ci pare che la Ricci possegga la capacità di costruire il proprio percorso poetico con grande lucidità, scoprendo nel mondo circostante tutta una serie di motivi rielaborabili all'interno della struttura pittorica, attraverso una visione personale rinvigorita dalla vitalità cromatica.

Renato Feliciotti

La composizione pittorica funge da collante per quello che appare un'intersezione continua fra il cromatismo e l'apparente rigore della geometria che si spoglia della sua astrazione concettuale per assumere la veste di ente creatore della figura e generatore dell'immagine. Lea Ricci ha molto da raccontare e lo racconta con un linguaggio che arriva a tutti, che crea delle suggestioni ma che ben lungi dal lasciare l'osservatore solo affascinato dalle immagini, gli fa nascere il desiderio di partecipare al momento felice della nascita dell'opera d'arte.

Milo Julini

.... il suo intento predominante, in questa personale di pittura alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino è stato quello di voler realizzare un segnale di congiunzione tra pittura e filosofia greca..... elementi dell'antica cosmologia greca sono : Aria (Era) - Acqua (Poseidone) - Terra (Gea) - Fuoco (Efesto). L'artista ha dedicato opere ai Regni del Cosmo , nel concetto che nel regno venivano considerate tutte le cose che esistono e coesistono : nella geometria, aritmetica, medicina, psicologia, alchimia, astrologia e religione.

Isabella Lilliu

 

Il suo entusiasmo per la “rincorsa spaziale” avvenuta tra le due grandi potenze di allora: U.S.A. e U.R.S.S. tra gli anni 1968 al 1971 ha segnato il suo modo di dipingere conducendola a quello che ancor oggi viene definito STILE ELETTRONICO da lei creato. Unico nel suo genere, si denota già al primo colpo d’occhio, un personalissimo gusto del colore che parte da una tonalità d’azzurro fino a toccare punti diversi della cromatica, stando attenta però a non creare attriti, ma sempre in costante armonia. Successivamente, durante la sua ricerca artistica, passa contemporaneamente ad altra fase di pittura in rilievo, studiando la resa delle varie composizioni, sia nella loro resistenza che nel colore e degli effetti dei prodotti. Ottima è la conoscenza dell’uso del disegno che si può osservare anche nelle sue “punte di penna a china”. Anche se oggi esperimenta ulteriori tecniche miste, sempre molto personali, non  abbandona il suo stile elettronico primario e successivamente il suo Romanticismo elettronico, 

Ugo Lorusso

L'artista ci dà una conoscenza dei fini non realizzati dalla natura. L'arte è in primo luogo conoscenza, è filosofia naturale, non copia, ma interpreta la realtà secondo il pensiero dell'artista. Materializzare il pensiero vuol dire non raffigurarlo nei segni caratteristici e tradizionali della realtà esterna, bensì simboleggiarlo mediante segni che non siano passivi alla percezione dei sensi, ma attivi, palpitanti contrassegni, stimolatori di sensazioni interiori. E' possibile perciò realizzare nelle linee e nei colori, armonie e ritmi musicali, per cui la pittura si palesa così come sorprendente rivelazione in una realtà ritrovata nella sua interezza. L'arte per Lea Ricci, possiede la capacità di agire come stimolo psicologico. Le sue opere contengono simboli formali - tratteggi, molecole, immagini, visioni - che hanno la funzione di diventare significanti e di generare nel nostro inconscio, la visualizzazione di "quel segno", di "quel colore", di "quel punto" nel quadro. Lea Ricci mira sempre a costruirsi un suo mondo, un suo universo, concepito e realizzato ora attraverso un susseguirsi di esperienze, ora meditante un'istintiva ispirazione creativa. Di un quadro, di un disegno, di un lavoro di Lea Ricci, bisogna farne un evento che non soltanto ci sorprenda, ma costituisca un problema che ciascuno di noi deve saper  risolvere per comprendere ed apprezzare, nel suo giusto valore, il pensiero e lo spirito dell'artista nel divenire della sua creatività.

Angelo Mistrangelo

Attraverso una pittura che si compone come tessere di un mosaico, la pittrice Lea Ricci realizza tele in cui l'immagine primaria appare permeata da un certo romanticismo.

Antonio Oberti

Una fase di ricerca, quella di Lea Ricci, inventata e ancora tutta da inventare, una indagine mirante ad una resa conforme alla sua libera interpretazione e ai suoi sentimenti. Dove sono occasione di scelta lo slancio e la sincerità di una ricercatrice che sente l’arte come una festa e sa fare rimbalzare la sua voce con sonorità e gusto  della misura.

Con così tante possibilità di agire con spirito e saggezza la pittrice non vuole negare, annullare e contraddire la funzione equilibratrice dei colori e del disegno, anzi avvalendosi di essi in piena libertà li analizza con tenerezza , non disgiunta da un incanto tutto umano .

Vi è in lei, facendo riferimento alle sue esperienze maturate in lunghi viaggi in Europa, Estremo Oriente e America, una visione della vita basata sulla sensibilità, sull'interiorità e sull'intuito.

Soprattutto sulla capacità di avvertire, afferrare e trasformare un mondo incantato e lussureggiante in peculiari e vitali forze artistiche. Un sottile discorso a livello simbolistico che veicolando i suoi interessi le permette di fantasticare su vari momenti realistici oggettivi.

Da queste sensazioni, filtrate con spirito di osservazione, ogni soggetto diventa sempre il tema centrale della sua gioiosa tematica.

E come in un sogno o in un miraggio i suoi colori vivacissimi ed egregiamente armonizzati tra di loro circondano le figure femminili, le barche, i papaveri, i tulipani, gli alberi e i ricordi veneziani in un’ amalgama di suggestioni poetiche.

Sono arabeschi policromatici, a volte integrati da una problematica a sfondo liberty, composti con sereno equilibrio; aspetti sempre nuovi di strutture che sembrano non ripetersi mai, perché nate da un temperamento estroverso che sa sposare la capacità espressiva con l’indagine spaziale, l’autonoma compiutezza con momenti di grande unità discorsiva.

Una geometria spontanea delimita sinteticamente le immagini, creando effetti di ricamo lineare, triangolare o circolare attorno al tema centrale, ad esempio un albero (quello della vita) oppure una bimba nell’atto di cogliere la prima mela. Sicché la scomposizione della figura, del paesaggio  o del fiore viene sentita come esigenza di far scaturire un’analisi psicofisica e una sorta di vivisezione degli eventi narrati.

Su quel comporre e scomporre la materia per meglio esaltarne il contenuto è ancora e sempre la fioritura cromatica, calda e luminosa, che giungendo direttamente ai sensi rende l’esistenza ancora più ampia di quel che comunemente ci appare.

Bruno Reffo

Artista di grande talento e di animo sensibile, cosciente del proprio lavoro e dei propri impegni, esprime nella sua arte una continua ricerca attraverso l'umanità. Dotata di un grande senso umanitario, offrì parte delle sue opere in beneficenza per aiutare il campo della medicina. Le sue composizioni pittoresche, tra surreali e cubiste, sono tutte degne di essere guardate, comprate, collezionate, anche se non è da tutti il saperle guardare, comprare, collezionare.

Gianni Rigodanza

Lea Ricci, un'artista "elettronica", ma non solo..... Sorriso dolce, ma fermo, ci spiega le sue opere che sono in mostra un po' dappertutto nella sala. Alcune con colori forti, esplosioni di molecole, un cromatismo allegro. Altre più tradizionali, colori pensati, intriganti, avvolgenti. E' un'artista vera....

Aldo Spinardi

Non ci pare fuori luogo ricordare, analogicamente, che Leonardo Sinisgalli, uno dei poeti più acuti del nostro secolo, è ingegnere; e, se vogliamo risalire alle origini, che furono i filosofi a "inventare" la matematica e la geometria. Pitagora ed Euclide insegnano. Lea Ricci ebbe dunque il suo "periodo elettronico". Come avviene nella naturale evoluzione di ogni artista, stimolata dal desiderio di conoscere nuovi paesi, nuove regioni, ella ha girato il mondo, dall'Asia Minore al Canada, all'America Latina, traendone magiche visioni. E' sempre il filo di una fraseologia simbolica che lega le sue composizioni in cui i colori si accostano gli uni agli altri quasi in punta dei piedi, mentre l'armonia dell'insieme si affida ad una trama delicata, appena accennata, ma ben visibile. Si potrebbe dire di una fanciullesca risata, un'esplosione di gioia, sia trattenuta dal timore di rompere l'incanto.

Paolo Emilio Vannetti

Ed il miglior modo di esprimere ciò Lea lo trova intessendo la tela di tracciati oscillanti, finalmente, simboli e segni della fisica e dell'elettronica. I contorni limitati da questo apparato di linee, vengono rilevati acquistando massa dal colore, distribuita a settori previsti, singolarmente "pulito" e solido nella tonalità, giocato sulle gradazioni invece che nello sfumo. Questa esperienza pittorica, si rafforza per Lea Ricci durante il suo soggiorno in America del Nord e Canada, nel 1973. Qui, essa ha occasione di conoscere il livello più avanzato della società tecnologica....

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