Biografia

Lea Ricci nasce a Cesena (FC). Portata sin dalla più giovane età per il disegno e la pittura, la Ricci raccoglie, proprio nell’ambito scolastico, i suoi primi successi. Eletta “pittrice della classe” dà libero sfogo, attraverso i disegni,  alla sua fervida fantasia ed al suo estro. Fin da allora questi segni si preannunciano molto personali e con caratteristiche che la distinguono da tutte le altre alunne. In seguito, Lea Ricci decide di prendere privatamente lezioni presso un anziano maestro, Raffaele Zappador, di origine veneta, che la avvia ai primi segreti del figurativo classico. Con lui la Ricci collabora ad alcune opere di carattere sacro e profano sostituendo del tutto, negli ultimi tempi, la purtroppo malferma mano del maestro. Questo primo periodo figurativo dura fin verso il 1968 ed è fertile di una produzione paesaggistica e ritrattistica le quali, anche se saranno poi abbandonate dall’artista, hanno il pregio di far maturare un personalissimo gusto del colore che resterà parte integrante della sua opera futura.  

Nonostante i numerosi riconoscimenti ed incoraggiamenti a proseguire su questa strada, l’artista, però, avverte che con il mezzo figurativo non riesce ad esprimere veramente ciò che sente nel suo animo. Il desiderio del “di più” che non la fa sentire mai paga dei risultati raggiunti, la spinge ad una ricerca intensa dei mezzi espressivi più adatti al colloquio che vuole instaurare attraverso la sua arte.

Passa, così, attraverso una fase di pittura a rilievo e studia la resa delle varie composizioni sia nella loro resistenza sia nel colore e negli effetti prodotti. Le sue innate qualità ed il successo che ottiene, confermato anche da numerosi premi ricevuti, la spingono  ad un suo successivo periodo. Vede una completa rottura con l’arte precedente ed una decisa proiezione verso quello che l’artista stessa definisce “stile elettronico”.

La Ricci crede nel potere della scienza e lo dimostra attraverso il vivo e profondo interessamento alla cibernetica e bionica.

La rincorsa spaziale tra le due potenze di allora ( U.R.S.S. e U.S.A.) e in particolare  dall’ evento mondiale del primo uomo che riuscì a raggiungere e fare alcuni passi sul pianeta lunare fu per lei molto emozionante, in special modo quando  Neil Armstrong consegnò all’umanità questa citazione: « That's one small step for  man, one giant leap for mankind. » «Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l'umanità.» (21 luglio 1969) Inoltre fu determinante il fatto che dalla postazione di base dal centro spaziale e tramite apparecchiature elettroniche a bordo della navicella venivano trasmesse sui monitor la traiettoria e immagini oltre la gravità terrestre. Tutto questo condusse la Ricci a partecipare a molti incontri culturali scientifici, tanto da venirne ispirata, creando uno stile pittorico personale specifico:

 

                                                                                  STILE ELETTRONICO

(Simboli  prettamente tecnico - con  colori ad olio ).

Le opere nate da questa esperienza portano titoli molto significativi. “Dalla gravità terrestre verso lo spazio”, “Corto circuito”, “Alta tensione” ecc. Qui i colori smorzati, che non creano forti contrasti o rotture sono come un messaggio di pace, una pace raggiunta attraverso il buon impiego della scienza; la ricorrenza di certi segni e figurazioni fanno parte di un discorso difficile, ma anche sapientemente imprigionato in un rigore di scienza naturale, cosmografico, ma solo apparentemente arido, frutto di una grande disponibilità di mezzi formali e di una buona conoscenza dell’uso del segno.

Appagata parzialmente della sua  creatività, la Ricci nel 1973 si reca negli U.S.A. e in Canada, portando con se dieci sue opere, tutte vidimate dalla soprintendenza delle belle arti di Torino per l’esportazione. A Buffalo U.S.A. viene invitata da una nota galleria “The Sisti Gallery”, dove presenta i suoi dipinti e successivamente in Canada Toronto, riscuotendo  un buon successo. In Canada, durante il tempo libero si dedica a collaborare con un’agenzia di viaggi, particolarmente rivolta a studenti e professionisti, proponendo con accurata ricerca, viaggi attraverso la nostra bella Italia. In quel contesto ebbe l’occasione di conoscere personaggi di rilievo. Nell’ Ontario visita il complesso della I.B.M e centri scientifici, restando affascinata dagli ultimi esperimenti con i raggi laser. 

Lea Ricci vive intensamente il suo tempo, la sua sensibilità coglie questo continuo divenire di emozioni in una girandola di sensazioni che trasferisce sulla tela in composizioni metafisiche le quali danno l’idea della sua irrequietezza interiore e che la spingono ad un continuo studio ed approfondimento dei mezzi espressivi, rivelando in tal modo la profondità da cui nascono i concetti cristallizzati nelle sue opere pittoriche.

L’artista sempre alla ricerca di nuove esperienze intraprende numerosi viaggi in: Canada-U.S.A.-Francia, Spagna, Slovenia, Malta, Grecia, Turchia, Africa nord, Zimbabwe, Sud Africa, Malta, Austria, Polonia, Svizzera, Inghilterra  ecc.

In un periodo di riflessione si dedica a disegnare cravatte, tovaglie, abiti femminili e al restauro,  in attesa di elaborare altro periodo artistico.

Finalmente si presenta con lo stile:

                                                                         “ROMANTICISMO ELETTRONICO”

                                                                              STILE  DA LEI IDEATO.

Da una sua descrizione del suo altro nuovo stile: << quando immagino di dipingere un soggetto, mi piace pensare di avvolgermi  tra colori e luce.  In questo nuovo stile da me ideato, il soggetto nasce come se venisse catturato da un’ energia sottile e riprodotto su schede perforate, subito dopo immesse dentro un elaboratore elettronico  (mainframe: lettore di bande perforate tra gli anni 1960 / 75). Le schede perforate così elaborate, successivamente venivano trasmesse alla stampante che li trasformava in immagine, contornandone i segni in piccoli tratteggi. Il mio ricordo va a certi tabulati dove apparivano disegni, ma tutti formati  da tratteggi, mentre i fasci di luce raffigurati sui miei dipinti, nel mio immaginario, simboleggiano gli invisibili raggi laser. Nei miei dipinti immetto  il soggetto e lo esalto. Il contenuto e titoli di questi nuovi dipinti sono meno tecnici e più “ROMANTICI”, esempio:

“Messaggio di primavera sotto il glicine; omaggio a…la prima mela; Storia di Claudio Monteverdi ( famoso musicista ); nell’ infinito spazio molecolare; fertilità nel sole; la forza della vita; attimo prima del big-bang; omaggio a Picasso; la Mole Antonelliana di Torino e il museo del cinema nel mondo; fiori dall’ Inghilterra; croce egizia e magia dei tarocchi; fontana tra i canneti; viaggio in Sicilia, Venezia, (  Italia ). Inoltre  Mosca - Russia; Viaggio in Canada; Africa, Viaggio in Turchia, Torino; tramonto innevato; antico Egitto, le due amiche e molti  altri”… Di questo stile, si possono annoverare svariati  dipinti da me eseguiti. I colori, metaforicamente,  par che vestano di armonia l’ opera, mentre il tratteggio lo mette in evidenza contornandone le immagini e colori nella loro limpidezza. In questi miei dipinti la poesia avanza. Sì! Infatti,  perché mi piace anche scrivere poesie e libri per adolescenti. >>

 

 

                                                                                    TECNICA MISTA

Nel 2011 Lea Ricci  presenta un’altra MOSTRA PERSONALE ALLA PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI DI TORINO con dipinti eseguiti  in  “TECNICA MISTA” con colori a olio, amalgamati con colle, polveri dorate, materiale flessibile e  collage: I titoli  sono i seguenti:  “Spirali, Drago, Fiori azzurri tra spighe dorate ecc.  

 

                                                                              INFORMALE MATERICO

Le sue opere variano  tra  tonalità  scure,  sfumate e raschiate.

Lea Ricci realizza tele usando la spatola. Dopo la ricerca della tonalità del minerale che trova in natura e che unisce sulla tela con colori ad olio, ne sfuma successivamente le tinte mescolandolo con colle e raschiando la tela per  renderle più chiare. Precisa che mai avrebbe pensato di usare poche tinte per realizzare queste sue opere d’arte, proprio lei che adora il colore…

Ma l’informale  è uno stile che nasce dopo la seconda guerra mondiale e quindi i colori s’improvvisavano da materiale più disparato. In questo periodo sono determinanti i suoi dipinti, perché  la riporteranno, in poco tempo,  ad usare  nuovamente tavolozze cariche di colori:  si apre per lei  un nuovo stile: “ Astratto”

 

                                                                                 STILE ASTRATTO

Una sarabanda di colori impetuosamente avvolge i pensieri di Lea Ricci e tra il “2014-15”  si  presenta in una MOSTRA PERSONALE DI PITTURA presso la “ Società promotrice delle belle arti di TORINO con altri dipinti, realizzati in stile astratto, ricco di colori ben accostati. L’artista si diverte tra le sue emozioni fanciullesche; gioca con le tinte trasmettendo curiosità tra il pubblico. Riflette… tutto ciò ha contribuito un suo viaggio in Grecia:

 all'interno del Partenone, tra le colonne, immaginandole ancora  dorate, avvertiva un consesso di “Sapienti” dalle tuniche bianche iridescenti, intenti a discutere sugli elementi primi della natura. Lea Ricci con questo stile descrive i colori che aleggiavano tra  sogno e realtà.

Titolo della mostra ispirato alla filosofia greca: “ Le trame celate della natura:

Aria (Era) - acqua (Poseidone) - terra  (Gea) - fuoco (Efesto).

Questi elementi vengono rappresentati simbolicamente con quattro cerchi, visibili su ogni dipinto, collegati da una scia di una freccia e i soggetti par che girano in un vortice immaginario di tempi tra  energia e colori.

Con questi elementi, interpreta un gioco tra un sentire antico fino a giungere gradatamente, per esperienza, alla realtà odierna e sorridendo rivela:

<<Ora è giunto il momento di esprimermi con una carica emotiva gioiosa dove le sfumature possono apparire a volte velate, altre istintive, irrompenti, altre ancora generanti  linee severe ed oscure che non  infastidiscono la vista dell'osservatore nel loro complesso poi esclama: Il colore è vita!>>

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